![]() |
|
| Trekking dei Castellieri
Introduzione |
|
Itinerario Equi-Archeologico tra le
rovine dei castellieri protostorici |
|
Tra il 1900 ed il 900 a.c. più o meno, mentre gli antichi greci assediavano Troia e gli egizi costruivano le piramidi, le nostre zone, cioè il Carso, l'Istria e dintorni, si trovavano nelletà del bronzo inizio età del ferro. Fioriva qui una civiltà detta dei "Castellieri" appunto. Poco si sa di queste genti, chi le identifica con i Celti chi con i Veneti. Certo è il fatto che queste popolazioni scomparirono o vennero completamente assimilate con l'apparizione dei primi avvamposti Romani attorno al 600 A.C. Dalle ricerche infatti, risulta che proprio in quel periodo cessò l'abitazione "massiva" dei castellieri. Lasciati questi all'abbandono o al massimo usati come ricoveri per la pastorizia, pian pianino si sono amalgamati con il paesaggio e rimanendo appunto appena distinguibili da quello che è la realtà tipica geologica del Carso, lande pietrose e cumuli irregolari di pietra calcarea. Venne così chiusa, sepolta e ricoperta di vegetazione, una pagina di storia di queste terre.
Ma il segreto di questo popolo (o popoli secondo alcuni) non è stato sepolto in eterno per fortuna. Così, nelle nostre passeggiate sul Carso Triestino, sarebbe scontato dirlo, ci imbattiamo in un elemento che potremmo ritenere lessenza primaria del Carso: la pietra calcarea. Mucchi più o meno regolari ammassati da chi queste terre ha abitato (forse) da sempre. Pietre ammucchiate in un più o meno remoto passato per ripulire le poco generose gmajne e farle diventare qualcosa di più simile a un campo coltivabile o a un pascolo.
Locchio più attento di alcuni, a
partire da studiosi come P. Kandler, C. Kunza
e altri studiosi metà '800, poi ancora C. Marchesetti agli inizi del '900 e
successivamente altri studiosi , ha però saputo riconoscere tra alcuni di questi mucchi,
un qualcosa che andava ben oltre la semplice gestione rurale del patrimonio
pietroso: i castellieri protostorici appunto.
Questi abitati erano circondati da una cinta muraria a secco simile agli attuali muri
carsici e i tumuli di pietra (grublje). Le unità abitative erano sicuramente in legno e
altro materiale organico deperito con il tempo. Questa deduzione parte dal fatto che nei
vari scavi non è stata trovata traccia alcuna di perimetri abitativi tranne quelli delle
cinte in pietra. La maggior parte dei castellieri si trova su un rilievo collinoso e
circondato, come si diceva, da una cinta a secco oppure da un lato sfruttando un
precipizio (come p.es. il castelliere n. 44 sul Monte Carso (Mali
Kras) e Monte S. Michele n. 43.
Le prime notizie sui castellieri in Istria e Friuli si hanno già dal medioevo, come si può notare sul sigillo di Trieste (vedi scheda del Castelliere di Cattinara n. 39), lo studioso G.D.Bertoli per primo in Le antichità di Aquileia descriveva il castelliere di Savalons ritenendolo però un accampamento romano. Idea che in quel periodo era molto radicata tra gli studiosi. Ad eccezione di F.P. Canciani che nel 1789 attribuì quelli di Sedegliano, Savalons e Variano alla popolazione celtica dei Carni.
Tra i più importanti storici di Trieste spunta P.Kandler che dedicò tutta la sua vita allo studio di oltre 300 castellieri dellIstria e quasi fino alla morte fu convinto che fossero accampamenti romani a difesa delle vie di comunicazione. Nel 1850 colleghi più giovani de Franceschi, Covaz, Lucani cominciarono a dubitare di tale teoria per abbandonarla definitivamente dopo laccurata analisi del prof. G. Bandelli. Lattribuzione definitiva dei castellieri allepoca protostorica fu effettuata dal console inglese a Trieste Richard Burton (1821-1890) nel suo articolo del 1874, intitolato Notes on the Castellieri or Prehistoric Ruins of the Istrian peninsula, articolo pubblicato nella prestigiosa rivista inglese Anthropological Society of London. Nel 1867 risale la notizia di rinvenimenti di armi in rame e ossa umane nella zona del castelliere di Monrupino- Repentabor. In un articolo del 1871 parlando di una lancia in rame sempre di Monrupino-Repentabor, lautore informa che Kandler definì la lancia Celtica il che indica che probabilmente lo studioso, pochi anni prima della sua morte, abbandonò la teoria sugli accampamenti romani.
Nella provincia di Trieste, qui prendiamo in esame quelli a partire dalle alture di Muggia sino ai confini settentrionali nella zona di Medeazza-Medja Vas, sono stati fino ad oggi individuati almeno una cinquantina di castellieri.
Tutte le informazioni per la stesura del presente opuscolo informativo sono state ottenute da:
I castellieri
della Provincia di Trieste
di Stanko Flego e Lidia Rupel,
Editoriale Stampa Triestina
1993 prima edizione
che contiene anche una ricca bibliografia
per ulteriori approfondimenti e in parte da sopraluoghi effettuati sul posto.
La numerazione è quella usata nella fonte citata sopra nonché nella cartina ad esso
allegata.
Lelenco è approssimativamente in ordine di percorso con il n°, nome del
castelliere e lindicazione :
(*) castelliere
visitato durante lescursione
(+) visibile a distanza la posizione
(-) non toccato dallitinerario ma solamente citato.
e quindi viene indicata posizione in
coordinate polari (direzione/distanza) rispetto un punto di riferimento noto relative al
punto del percorso e la quota s.l.m. Ogni scheda è accompagnata da una
raffigurazione schematica di delle rovine in chiaro vale a dire senza
vegetazione e ove disponibile, di un estratto della cartografia tecnica regionale con
circoscritto il sito del castelliere. Su queste cartine viene indicato (ove presente)
litinerario con la direzione di marcia tramite
o eventuale variante con
(traccia rosa punteggiata).

Bronzo medio
|
1600-1300 a.c.
|
Bronzo recente
|
1300-1250 a.C.
|
Bronzo antico
|
1800-1600 a.C.
|
Bronzo finale
|
1150-900 a.c.
|
Inizio del ferro
|
900-700 a.C.
|
Età del f. evoluta
|
700-480 a.c.
|
Età del f. matura
|
480-350 a.C.
|
Ultima fase
delletà del f.
|
350-181 a.c.
|
47. castelliere di Monte dOro Dolga Krona (-) (km
0/S.O./1500m)
45. castellieri di Monte Usello Celo e Monte S. Rocco (+)
(Grandi Motori/N.O./200m e Grandi Motori/S.O./200m)
44. castelliere di Monte Carso Mali Kras (+) (Bagnoli/S.E./300m)
255,8m
43. castelliere di Monte S.Michele Sv. Mihael (+)
(Bagnoli/N.E./100m) 231,1m e 42. castello di Moccò - Mohov grad (*) 241,9m
39. castelliere di Cattinara Gradice - ance
(Incrocio Chiusa-Kljuc/O.S.O/100m) (+) 290m
35. castelliere di monte Calvo Globojner (Monte Spaccato/N/500m)
(*)
34. stazione di monte Fiascone Metlica (Università/N.E./400m)
(+)
33. castelliere di Conconello - Hrib (Conconello paese) (+) 412,3m
27. castelliere di Monrupino - Tabor (Rocca di Monrupino/-/0m) (*)
24. castelliere di Rupinpiccolo-Repnic (Rupinpiccolo/O/50m) (*)
22. castelliere di Sales Gradice (Sales/S.E./200m) (*)
20. castelliere di monte S. Leonardo Sveti Lenardo
(Samatorza/N.E./400m) (*)
21. castelliere di monte Kosten - Gradec (Sales /N.N.E./1000m) (*)
25. castelliere di Nivize-Njivice (M. Mannaro/E.N.E./350m) (-)
---
| 47. castelliere di Monte dOro Dolga Krona (-) (km 0/S.O./1500m) (indice) | |
| Il sito si trova vicino (1,5 km verso S.O.) al C.I. Monte dOro, punto di partenza del nostro itinerario, sopra la valle di Noghere-Oreh alla fine del dosso che si estende da Monte dOro (circa allaltezza del serbatoio dellacqua ove esisteva anche una casa romana) in direzione S.O. E accessibile imboccando la stradina asfaltata che dalla strada Caresana-Mackovlje -> Zaule si dirige proprio lungo il dosso della collina citata per finire nel gruppo di case (Mont) che si trovano proprio vicino al castelliere. Di visibile ci sono qualche resto di scavo e il perimetro del castelliere individuabile come rilievo erboso. Questo castelliere non è toccato dallitinerario proposto poiché in direzione opposta ma nulla vieta di esplorarlo in occasione delle abituali brevi passeggiate attorno al maneggio. Nei pressi citiamo anche il monte Trmun [46] (alle spalle del cimitero di Caresana Mackovlje) ove vagamente si riconosce il rialzo di una cinta muraria e le talpe portano alla luce qualche resto di manufatto in ceramica. Altro castelliere descritto da Marchesetti, esisteva sicuramente subito oltre confine sopra Prebenico Prebeneg. |
|
|
|
---
| 45. castellieri di Monte Usello Celo e Monte S. Rocco (+) (Grandi Motori/N.O./200m e Grandi (indice) Motori/S.O./200m) | |
![]() ![]() |
Su queste due colline, che potremo osservare sulla nostra sinistra allandata del nostro itinerario, nelle immediate vicinanze della fabbrica Grandi Motori, esistevano in età protostorica e in età romana e anche dopo (M. S. Rocco) dei insediamenti. Sul monte Usello dei reperti (ceramici e non murari) sono stati rinvenuti allatto dei lavori agricoli sulle sommità delle colline. Sul M. S. Rocco è visibile, dal Monte Carso, tuttora e in particolari condizioni di luce, una complicata struttura di 350 x 230 m circa. |
---
| 44. castelliere di Monte Carso Mali Kras (+) (Bagnoli/S.E./300m) 255,8m (indice) | |
| Secondo il Marchesetti, questo castelliere che si trova a cavallo del confine proprio sopra Bagnoli Boljunec, assieme ad altri castellieri del nord dellIstria (S.Servolo, Varda sopra Kastelec e Gradice sopra Crni Kal) doveva essere fra i più importanti e strategici punti di difesa della zona più interna dellIstria nelle guerre degli Istri contro i Romani nel 178 a.C. A S.E. è ben visibile una cinta (vallo) lunga 800 m e larga 2. La parte principale si trova in Slovenia sulla punta più alta del monte (446 m) ed è identificabile dalla cinta semicircolare lunga 80 m. Il castelliere si raggiunge attraverso i numerosi sentieri marcati C.A.I. che da Bagnoli e tutta la Val Rosandra si inerpicano sul altipiano meridionale della Valle. |
|
|
|
---
| 43. castelliere di Monte S.Michele Sv. Mihael (+) (Bagnoli/N.E./100m) 231,1m e 42. castello di Moccò - Mohov grad (*) 241,9m (indice) | |
| Questo castelliere anchesso immediatamente sopra Bagnoli di fronte a quello del M. Carso probabilmente aveva la medesima funzione del suo dirimpettaiocioè di difesa dellingresso della Valle. Descritto già nel 1877 da C. Kunz include le rovine della chiesetta di S. Michele costruita sicuramente prima del 1425 e abbandonata alla fine del 800. Nelle vicinanze, sulla sella di Moccò vi sono i ruderi del castello di Moccò [42.] che in tarda epoca romana sorvegliava il passaggio dalla costa verso linterno. I resti di questultimo potranno essere visitati al ritorno in quanto si trovano proprio sulla via, che dalla pista ciclabile della Val Rosandra, porta attraverso Moccò verso Bagnoli. | ![]() |
|
|
---
| 39. castelliere di Cattinara Gradice - ance (Incrocio Chiusa-Kljuc/O.S.O/100m) (+) 290m (indice) | |
| Il castelliere si trova lungo litinerario nascosto tra la vegetazione sul colle che si trova orientato S.E-N.O tra lincrocio (Bagnoli-Basovizza-Cattinara) della Chiusa e lincrocio dalla scende verso la st. 202 vicino al ponte. A sud ovest da sulla valle verso S. Giuseppe mentre a nord-nord est domina la valle i Longeva. Sul lato ovest il castelliere è parzialmente alterato dai anni 70 da un serbatoio dellacqua mentre a est da una cava dagli anni 50 la sommità inoltre è stata modificata da una polveriera nella metà dell800 e altri lavori agricoli. Scavi firono svolti da Marchesetti a metà 800 dopo i ritrovamenti in fase di costruzione dell polveriere e altri furono svolto dalla Soprintendenza. Lo studioso B. Lonza che il castelliere sia un insediamento protoveneto tra il IV e III sec. a.C. ma teoria confutata in quanto in seguito fo ritrovata la tipica cinta che circondava la collina. Inoltre il prof. S. Pahor ritiene che al castelliere sia ispirato il sigillo medievale della città di Trieste il quale riporta descritti i confini de territorio cittadino:Sistilanu(m), publica, castilir, mare certos dant michi fines (Sistiana, la via pubblica, il castelliere, il mare sono i miei confini certi). Ovviamente è non è facile indicare il castelliere con sicurezza. Alcuni lo identificano con quello di S.Servolo-Socerb altri invece con quello di Cattinara che meglio sembra corrispondere allestensione del territorio Triestino medievale. | ![]() ![]() |
|
|
---
| 34. stazione di monte Fiascone Metlica (Università/N.E./400m) (+) (indice) |
| Su questo colle sopra lUniversità degli studi. Marchesett segnalò alcuni vecchi edifizi, si intravede un gradone che non sembra essere naturale mentre successivamente F. Stradi dimostrò lesistenza di un abitato protostorico confermato da vari saggi a 40-50 cm. Che hanno portato alla luce parecchi reperti ceramici. |
|
---
| 33. castelliere di Conconello - Hrib (Conconello paese) (+) 412,3m (indice) |
| Di questo castelliere pure il Marchesetti stentò a riconoscere i resti dellantico abitato in quanto distrutti dalle opere agricole e dopo la ii guerra, dallabitato stesso di Conconello e i numerosi ripetitori. Rinvenuti furono solamente alcuni resti di ceramica. Potrebbe essere che un castelliere poteva trovarsi anche sul vicino e più alto monte Belvedere 446,4 m (ripetitore RAI) vista la posizione geografica favorevole e anche uno dei antichi toponimi Grad per lappunto. |
---
| 35. castelliere di monte Calvo Globojner (Monte Spaccato/N/500m) (*) (indice) | |
| Si trova sulla nostra via in cima al M.Cal, alla destra sopra alla cava Faccanoni e raggiungibile dal Monte Spaccato, proseguendo qualche centinaio di metri più avanti della Vedetta Alice. E stato segnalato dal Marchesetti sulla cima più alta alcuni testo lo ubicavano adirittura sul M.Calvo (Vedetta Alice per intendersi) ma dopo una attenta ricerca si trovo sul lato N.O. del M.Cal (quota 455,3) i resti del muro di cinta. La studiosa V. Karoukova Soper ritiene di aver individuato anche il muro trasversale di cui parla Marchesetti. La mancanza di reperti non consente di collocare questo castelliere in un preciso periodo cronologico. | ![]() |
|
|
---
| 27. castelliere di Monrupino - Tabor (Rocca di Monrupino/-/0m) (*) (indice) | |
| Sul colle di Monrupino, sede dellunico tabor in Regione e della caratteristica chiesetta, sono ancora visibili i resti dellomonimo castelliere protostorico. E da considerarsi uno dei più grandi infatti la cinta misura almeno 1600 m ed è in unottima posizione strategica a difesa del passaggio naturale tra i gruppi montuosi del Orsario e Lannaro verso la zona interna del Carso. | ![]() |
| Questo castelliere è ancora ben conservato in quanto non vi sono state opere di alcunché sulla sua brulla sommità. A parte qualche scavo archeologico che ha portato alla luce qualche frammento di ceramica e osi di animali. Si puo raggiungere da un comodo sentiero che si dirama dalla strada dietro al municipio del comune di Monrupino. Data la vicinanza con quello di Monrupino, non è da escludere che vi sia stato qualche legame tra i due castellieri. | ![]() |
|
|
---
| 24. castelliere di Rupinpiccolo-Repnic (indice) | |
E forse il castelliere
più evidente, meglio conservato e inoltre è quello sul quale la Soprintendenza ha speso
più lavoro per il restaro e la ricerca. Parzialmente rovinato da una cava a fine
800 si tova immediatamente alle spalle di Rupinpicolo quasi a ridosso del paese. Si
trova quasi sul nostro itinerario e ne sara possibile la visita il secondo giorno del
trekking. La curiosità è che pur non avendo una grande estensione ha mura di cinta
spesse addirittura fino a 7 m. |
![]() |
|
|
---
| 22. castelliere di Sales Gradice (Sales/S.E./200m) (*) (indice) | |
| Si
trova sulla collinetta dalla cima piatta subito accanto a Sales, a quota 314. E
circondato da una cinta quasi rettangolare con su un lato un ripiano che probabilmente
conteneva le abitazioni. Il tutto è male conservato dato il massiccio sfruttamento
agricolo dellarea. Non vi sono stati rinvenuti particolari reperti a parte una
fibbia di bronzo di epoca romana. |
![]() |
|
|
---
| 20. castelliere di monte S. Leonardo Sveti Lenardo (Samatorza/N.E./400m) (*) (indice) | |
| Si raggiunge
imboccando il sentiero che parte dal monumento ai caduti di Samatorza. |
![]() |
|
|
---
| 21. castelliere di monte Kosten - Gradec (Sales /N.N.E./1000m) (*) (indice) | |
Sempre partendo da Sales si giunge sul monte Coste-Kosten a quota 410m. Il
catelliere è difeso da una doppia cinta muraria. Quella interna fatta di grandi blocchi
mentre lesterna male conservata, si appoggia alla prima. E certamente uno dei
castellieri meglio conservati visto che non è stato danneggiato ne dalle guerre ne da
sfruttamenti agricoli. Le datazioni sono del 2000 a.C. e dati i pochi reperti si reputa
che sia stato abitato solo per un breve periodo. Il sentiero d'accesso è molto ripido e
sopratutto pietroso tale da renderlo difficilmente accessibile con i cavalli.![]() |
![]() |
|
|
---
| 25. castelliere di Nivize-Njivice (M. Mannaro/E.N.E./350m) (-) (indice) | |
| Si trova su una vetta del gruppo del mannaro, a quota 520 ed è tra uno dei castellieri più in alto e più lontani. Si raggiunge partendo dallincrocio che dietro a Rupingrande porta a Zolla-Col si imbocca la stradina asfaltata che corre sopra la vallata usata come poligono militare. Il confine corre esattamente sotto le mura. Poco prima del castelliere si trova la grotta Francesco (VG4558, Grotta presso Nivize) ove furono rinvenute ossa di una ventina di persone circa databili aletà del ferro, ossa di animali, ceramica protostorica e romana. Le mura meglio conservate sono quelle a sud sotto l quali striva unaltra grotta profonda 8 m (VG 4616, Grotta sul castelliere di Nivizze) | ![]() |
|
|
Cartina percorso
Litinerario Equi-Archeologico qui proposto, in tre o due
tappe/giorni, si promette di visitare alcuni castellieri, di altri solo indicarne la
posizione in quanto visibili da lontano e altri ancora solo citarli poiché sono celati
dalla vegetazione e per altri motivi non raggiungibili a cavallo. Non dobbiamo aspettarci
chissà quali spettacolari strutture evocanti Stonehenge o chissà cosa, ma solamente
mucchi più o meno ordinati di pietre confondibili con le comuni grublje o
grie. La parte più
spettacolare dovrà farla la nostra fantasia, lì potremo far lavorare
limmaginazione su come le antiche genti che abitavano queste terre, vi vivevano,
sorvegliavano il territorio, si approvvigionavano d'acqua e seppellivano i loro morti.
La maggior parte della via si svolge sul Carso e ciò implica un fondo pietroso e duro che
mette a dura prova le ferrature dei nostri amici quadrupedi. Anche i dislivelli e i
chilometraggi sono da binomio "trekkettaro" medio/esperto e autosufficiente per
quel che riguarda l'atrezzatura da viaggio.
Sia per salvaguardare la sicurezza sia la ferratura e inoltre per dare modo ai nostri
cavalli di prender fiato, tratti del percorso saranno da svolgere anche a piedi. Da tener
conto è anche il fatto che il Carso scarseggia d'acqua quindi i cavalli dovranno essere
abituati a bere dove/quando e quello che si trova. La natura del percorso e dei posti
sosta prevede a un max di 7-8 binomi partecipanti al trekking. C'è la possibilità di
partecipare solamente alla seconda tappa in quanto la partenza e l'arrivo sono nella
medesima scuderia. La scuderizzazione disponibile è per ora all'aperto in quanto la
scuderia che ci ospita è in costruzione, mentre per il pernottamento dei cavallieri vi è
la scelta tra una locanda a 200m dalla scuderia oppure chi ha spirito di
addattamento e ama l'avventura, puo optare per una sitemazione di fortuna in tenda o su
brandina in un locale coperto. I pranzi si prevede siano al sacco per il primo giorno in
quanto l'itinerario, per il resto ci si avvale degli agriturismi lungo il percorso e
inoltre non è esclusa qualche capatina in una delle numerose "osmizze"
(frasche o private che dir si voglia). Per le cene, nei pressi della tappa di pernotamento
in un rinnomato agriturismo, si potrà assaporare la tipica cucina slovena-carsolina che
ben si addice come sostanza dopo un'intera giornata in sella e marcia.
Tappa 1, da Dolina (maneggio) a Rupingrande, 6 h di sella circa,
più le soste) tot. km 25.2, quota max
418m/slm
km 0, 70m/slm: Il percorso parte dal C.I. Monte dOro, si scende per la strada asfaltata e si attraversa Dolina (km 2.8, 40m/slm), sulla sinistra possiamo scorrgere le due colline (M.S.Rocco e M.Usello) siti di castellieri (45), che stanno una di fronte e laltra a fianco della Grandi Motori Wartsila, si prosegue a Bagnoli-Boljunec (km 3.5, 36m/slm). Da Bagnoli cerchiamo di individuare, a vista, altri due siti: quello di M.Carso (44) e quello di M .S.Michele (43).
Da Bagnoli, sfruttando le carrareccie, con qualche trottata e anche galoppino si passa in mezzo ai campi e quindi sale a S.Giuseppe-Ricmanje (km 5.5, 150m/slm), da lì proseguendo tra le case verso la stazione di decompressione metano (sopra B.go S.Sergio) si effettua una sosta per labbeverata subito alluscita del paese (km 5.9, 140m/slm) quindi prima per un ripido e impegnativo sentiero e poi sempre in salita lungo loleodotto ci si alza verso lincrocio della Chiusa-Kljuc (km 6.6, 275m/slm). Tabella di marcia permettendo, possiamo fare una capatina presso il castelliere di Cattinara (39 ) ma di questo purtroppo, a patto di addentrarsi a piedi tra i cespugli, si riesce solamente valutare la posizione del sito e di come questo probabilmente verrà deturpato dalla costruenda grande viabilità come si può notare dalle opere nelle immediate vicinanze del castelliere.
A fianco dellunica casa presente sullincrocio della Chiusa-Kljuc , imbocchiamo una stretta scaletta (segnavia CAI n. ) che si alza sullaltipiano e ci porta ad attraversare la S.S.14 (str. per Basovizza) allaltezza dellattraversamento delloleo-metanodotto (km 7, 330m/slm) si prosegue lungo loleodotto, si attraversa la strada asfaltata che porta ai campi di golf (km 7.7, 350m/slm) e invece di seguire loleodotto proseguiamo sulla carrareccia lato città fino al Monte Spaccato (km 9.2, 350 m/slm) ove (a circa 2h dalla partenza) si effettua una pausa pranzo presso il chiosco Globojner (se aperto).
Nella pineta dietro il chiosco si sale poi per una ripida strada forestale che lambisce (km 9.9, 425m/slm) la cima del Monte Calvo (452m/slm) (vedetta Alice per intendersi). Si prosegue ancora per 150 m tenendosi sul sentiero che viaggia sulla cresta e lì, in mezzo ai pini, possiamo intravedere i ruderi del castelliere (35 ). Proseguiamo sempre sulla cresta e dopo 20 circa e qualche lieve saliscendi , sulla sella Marchesetti attraversiamo il sentiero che da Trebiciano porta giù fino via Baiardi e quindi allUniversità. Ancora qualche saliscendi e dopo un quarto dora circa ci troviamo sulla cima prova di alberi che si trova esattamente (km 12.4, 445m/slm) sul ciglione sopra luniversità. Da lì abbiamo uno dei migliori panorami sia verso la città sia, dallaltra parte, a est verso il Carso e la Slovenia. Visibilità permettendo si possono scorgere le prime cime delle Alpi Giulie quale il Canin a dx il Matajur, il M.Nero/Krn a dx il Bogatin, Vogel e dietro a loro forse anche il Triglav. Verso la città possiamo dare unocchiata al monte Fiascone altro sito di un castelliere (34) e un'occhiata verso Conconello altra sede di un castelliere (33) . Questa cima (a 2h e 30 dopo la partenza circa) potrà essere scelta come luogo per effettuare la pausa pranzo (al sacco ovviamente).
Il ciglione segna anche labbandono della via lato mare e da qui tagliamo perpendicolarmente verso linterno. Dopo 200 possiamo abbeverare i cavalli in una pozza ma in mancanza di acqua o con acqua troppo sporca dovremo deviare per 500 m verso il centro di Banne ove si trova una fontana. Proseguiamo giù per il campo carri, sfioriamo il reticolato dellex caserma Monte Cimone di Banne. Qui sempre dritti attraversiamo la sterrata che a fianco della caserma verso sinistra porta fino a Banne e ci addentriamo attraversando un prato e poi nel bosco per giungere a una sbarra che chiude parzialmente limmissione sulla ss 202 (km 13.5, 343m/slm). Attraversiamo la 202 e dopo 100 m verso Opicina, ci addentriamo nuovamente nel folto per sbucare sulla provinciale che porta da Trebiciano a Opicina, proprio di fronte al un ristorante. Nuovamente attraversiamo e imbocchiamo un sentierino che si immette dopo 2-300m su un sentiero più largo, proseguiamo a destra e giungiamo all'autostrada dove proseguiamo a sinistra per la ampia sterrata per poi (dopo 300m circa) dirigerci fino al sottopassaggio dellautostrada (km 15, 330m/slm) . Proseguiamo per carrareccie varie fino ad attraversare l'oleo-metanodotto e subito dopo giungiamo al sottopassaggio (km 16.2, 313m/slm) del troncone autostradale che porta a Fernetti e quindi al confine.
Attraversiamo la strada e verso sinistra proseguiamo per una carrareccia lungo loleo-metanodotto fino ad attraversare la ferrovia (subito dopo il recinto che contiene la derivazione del metano per Opicina), ancora un km nella pineta su una comoda carrareccia galoppatile giungiamo alle spalle della Conca di Percedol proprio sul ponte (km 18.2, 316m/slm) che attraversa la ferrovia Opicina-Dutogliano (semi dimessa). Non attraversiamo il ponte ma ci addentriamo a destra per un stretto e pietroso sentiero che dopo qualche centinaio di metri si immette su un altro sentiero più largo e comodo (proveniente dallautoporto di Fernetti), giriamo a sinistra e giungiamo nuovamente vicino alla ferrovia nei pressi di un sottopass. Anche questo lo lasciamo sulla nostra sx imboccando la via che proviene dalla nostra destra e subito dopo un paio di metri saliamo a sinistra per giungere su un prato che affianca la ferrovia. Costeggiamo questultima e giungiamo più o meno sotto il ristorante Carso sulla strada asfaltata (km 19.5 330m/slm) che da Monrupino porta a Fernetti. Attraversiamo e per un sentiero in mezzo le cave giungiamo su una in mezzo a delle case, ci teniamo sempre a sinistra e sbuchiamo presso la trattoria Furlan. Lì attraversiamo la strada asfaltata e dietro la trattoria proseguiamo verso la cima della collina (km 21.3, 418m/slm) che ospita il santuario di Monrupino-Repentabor. A metà salita dovremmo passare tra due reti di torrioni rotondi che fanno parte del ingresso dellantico castelliere (27) . Ricordiamo che questo era forse il più grande castelliere della Provincia.
Giunti alla rocca leghiamo i cavalli sul sentiero sotto il muro nord e facciamo una breve visita alla rocca ed alla chiesa. Da qui si domina tutto laltipiano Carsico che da questo punto strategico ci appare come unimmensa valle che va da Basovizza fino a S.Giovanni di Duino-tivan. Qui si riesce ad apprezzare su come laltipiano fosse in passato stato forse uno dei letti di un fiume come (anche la vallata di Pliskovica), che nelle migliaia di anni è sprofondato dando origine a grotte caverne e allattuale fiume ipogeo, il Timavo appunto. E ovviamente, restando in tema di castellieri, si intuisce il perché i castellieri fossero costruiti su queste alture: da qui si domina le valli che si diramano a nord est verso Dutogliano-Dutovlje, verso n.o verso Monfalcone e a sud est verso Basovizza.
Dalla Rocca proseguiamo per un centinaio di metri per il sentiero sotto le mura per ritornare sulla strada da dove siamo arrivati, da lì scendiamo, cavallo alla mano, fino allabitato di Zolla-Col (km 22.2, 366m/slm) e sempre cavallo alla mano giriamo a destra per la stradina che aggira a nord il colle della rocca e dopo una decina di m giriamo a sinistra per una ripida discesa asfaltata che porta tra le campagne a nord del paese. Dopo una stretta curva a destra rimontiamo in sella e proseguiamo verso N.E. Dopo 270 m circa da Zolla prendiamo un altro sentiero a sinistra che si dirige verso N e che dopo 600 m circa di bel fondo galoppabile (cavalli permettendo) ci porta sul confine (tabella bianca), dove dovremo svoltare a sinistra in direzione O per giungere, dopo altri 500 m circa , sul fondo della vallata usata come poligono militare (km 23.7, 334m/slm). Proseguiamo salendo per la traccia di terra battuta fino alla strada asfaltata dove giriamo a destra poi a fine asfalto a sinistra e dopo 1 km circa aggirando la collinetta con sulla nostra sinistra proseguiamo verso S per giungere a Rupingrande-Veliki Repen nella scuderia (km 25.2, 325m/slm) che conclude la prima tappa del nostro viaggio e che sarà anche luogo di appoggio per il giorno successivo.
Tappa 2, da
Rupingrande a Samatorza e ritorno a Rupingrande, altre 5 h di sella più soste, percorso 25km,
quota max. 544m/slm
Dalla scuderia si scende verso il nato N del paese e seguendo una carrareccia si giunge nei pressi di Sagrado-Zagradec, si prosegue su strada asfaltata (purtroppo altre vie non ci sono) fino al castelliere di Rupinpiccolo-Mali Repen (24) (km 1.2, 351m/slm) . Si effettua una breve visita si questo castelliere che è il meglio conservato anche grazie a un restauro degli anni 70.
Si attraversa labitato e sulla curva alluscita del paese si imbocca un sentiero che prosegue in direzione N per 800 m fino a una sella (quota 338m/slm)e poi su questa si gira a sin. su un altro sentiero che si dirige in direzione E per giungere dopo 1.3 km a Sgoniko-Zgonik (km 3.7, 278m/slm).
A Sgonico si atraversa a strada e
dietro la chiesa per 500m circa seguemdo una serie di strade rurali si torna verso la
strada dove si attravera e si giunge dopo 200m Coludrozza-Koludrovca (km 4.5, 270m/slm).
Si prosegue per in direzione NNO aggirando a destra la collina sulla quale dopo 1.3km si
giunge al castelliere di Sales (22) (km 5.8, 316m/slm). Facciamo
una capatina pure su questo sito e poi ce lo lasciamo sulla nostra sinistra e puntiamo
verso in direzione di Sales-Sale
dove effettuamo la sosta pranzo. Da l' partiamo poi in direzione Samatorza-Samatorca,
prima su 300m di asfalto poi lungo un sentiero giungiamo nei pressi della chiesetta di
Samatorza (km 7.9, 308m/slm ). Proseguiamo per il paese e allaltezza del
monumento ai caduti giriamo a destra sul sentiero che ci porta sul monte S.Leonardo (km
9.3, 400m/slm) sede di uno dei più grandi e importanti castellieri
(20) . In cima si trovano i resti di unantica chiesetta e dalla cima si può
ammirare per 360 gradi in un colpo solo tutte queste splendide terre di confine. Dai
boschi di Trnovo, alla sottostante valle di Pliskovica e giù verso la valle di Vipacco verso il Nanos,
lAuremiano-Vremcica il Taiano-Slavnik e fino alle coste dell'Istria.
Dal Monte S.Leonardo ci attente una serie di sali-scendi che metterà a prova lallenamento dei nostri cavalli, quindi ove possibile li aiuteremo procedendo a piedi il più possibile. Imboccando il pessimo sentiero sul versante S.E. del M. S.Leonardo e scendiamo a piedi e proseguiamo lungo il segnavia CAI n. 3 verso il monte Coste (km 13, 410m/slm) sede di unalto castelliere (21) del quale si scorgono i resti delle cinte murarie ma che non è raggiungibile a cavallo. Dal monte Coste proseguiamo sempre per il sentiero n.3 verso la Vetta Grande e il M.Vostri (km 17.9, 461m/slm) magari a piedi per risparmiare i nostri amici quadrupedi e smaltire la cena della sera prima.
Dopo un altro sforzo da fare quasi completamente a piedi raggiungiamo la cima del M.Lannaro (km 19.3, 544m/slm) e da lì il castelliere di Nivizza -Njivice (25) (km 21.5, 520m/slm). Dal castelliere ritorniamo per la stessa strada verso il poligono da dove ritorniamo alla scuderia.
Tappa 3, da
Rupingrande ritorno per Sagrado, lungo l'oleodotto fino a percedol poi Fernetti,
Trebiciano, Gropada, Basovizza, Pese, Draga, Moccò e maneggio
Dalla scuderia si scende in paese verso N.O. Un breve tratto del sentiero percorso il giorno prima e poi si attraversa la strada per Sagrado e quindi si imbocca una carrareccia che ci porta nei pressi della cava sotto Sagrado (km 1.9, 299m/slm) e poco dopo imbocchiamo la strada sterrata che costeggia l'oleodotto transalpino in direzione S.E. Attraversiamo la strada Opicina-Rupingrande (km 3.4, 298m/slm) e sulla strada Opicina-Monrupino (km 4.6, 310m/slm) giriamo a sx e proseguiamo sull'asfalto per un centinaio di metri per poi imboccare lo sterrato che costeggia la conca di Percedol lato S. Attraversiamo il ponticello ferrorviario (km 5.2, 316m/slm) già sfiorato all'andata il primo giorno e ritorniaamo per la stessa via dell'andata fino alla strada Opicina-Fernetti (km 7.1, 313m/slm) raggiungiamo nuovamente l'oleodotto ma invece di procedere verso l'autostrada e verso Banne, da dove siamo venuti il primo giorno, ci teniamo sulla sinistra sempre seguendo l'oleodotto e poco prima della strada asfaltata che da Trebiciano portava alla ex discarica, giriamo a destra per un sentierino che ci porterà alle spalle di Trebiciano (km 9.7, 330m/slm), sempre tenendoci alle spalle del paese seguiamo la carrareccia che porta a Gropada dove ci si ferma a pranzare presso l'agriturismo. Poi attraversiamo l'abitato (km 12.1, 406m/slm) e saliamo quasi fino al vallico agricolo (km 12.5, 427m/slm) e da li scendiamo per il sent. CAI n. 3 per abbandonarlo proseguendo diritti fino a incrociare la vecchia strada sterrata (km 13.9, 388m/slm) che da Basovizza porta a Sesana. Attraversiamo la pineta e costeggiando la strada Basovizza-Lipizza raggiungiamo il laghetto di Basovizza (km 16.5, 380m/slm ) . Di fronte al laghetto, imbocchiamo un viottolo che ci porta alle spalle di Basovizza sul lato del Monte Cocusso-Koko e seguendo vari sentieri sbuchiamo dietro la chiesetta di Pesek (km 19.5, 475m/slm).
Con prudenza attraversiamo la strada che porta verso il vallico e scendiamo per il sentiero fino a giungere, dopo una ripida discesa, sulla pista ciclabile (km 20.2, 355m/slm ex ferrovia Trieste-Kozina). Seguiamo la ferrovia verso destra passando Draga S.Elia, gustandoci la splendida Val Rosandra-Glincica fino quasi a Hrvati dove subito prima di un piccolo ponticello (km 23.5, 260m/slm) e scendendo un scomodo gradino imbocchiamo un sentiero sassoso (cavallo alla mano) fino alla collina che ospita il vecchio castello di Moccò (42) (km 24.1, 243m/slm). Qui, orari permettendo, possiamo fare una breve visita alle rovine dell'antica rocca romana che domina la Valle. Nei pressi imbocchiamo in discesa un ripido sentiero (cavallo alla mano) che dopo un centinaio di metri ci porta nell'abitato di Moccò proprio sulla sella (km 24.7, 149m/slm) con il M.S.Michele. Attraversiamo la strada Bagnoli-Cattinara nei pressi della casetta cantoniera e imbocchiamo il sentiero che ci porterà a Bagnoli. Proseguiamo diritti fino al cimitero (km 26, 60m/slm) e da li proseguiamo ancora diritti seguendo la cinta della Grandi Motori prima e poi la ferrovia fino alla Mattonaia (km 27.7, 30m/slm) dove attraversiamo la strada Domio-Bagnoli e ci immettiamo nella stradella che tra i serbatoi SIOT ci porta al maneggio (km 29.7, 46m/slm)
| Durata | 3 giorni o 1 giorno per chi sceglie di fare solo la seconda tappa ( Rupingrende-Samatorza-Rupingrande) |
| Periodo/condizioni | da Aprile a Settembre solo con condizioni/previsioni meteo favorevoli |
| Km | 25+25+30 |
| Dislivelli | 400m, 200m, -300 |
| Percorrenza | 6h, 6h, 7h |
| Difficoltà | medio, addatto a cavalli con esperienza di trekking di montagna e a terreni duri. Le difficoltà tecniche non sono eccessive a parte qualche passaggio che avviene comunque a piedi. I cavalli devono aver avuto comunque un certo allenamento. Quindi treking sconsigliato per cavalli che si muovono dopo un certo periodo di inattività. |
| Partecipanti | max 8 |
| Fondo | piertroso e impervio per 50-60% dell'itinerario, con piccoli tratti molto ripidi sia in salita che in discesa quindi si raccomanda ferrature nuove ma "collaudate" da almeno una settimana |
| Scuderizzazione | poste all'aperto (salvo sviluppi futuri) |
| Vitto cavalli | fieno sul posto, mangime proprio |
| Pernottamenti | albergo o a scelta, alloggio di fortuna |
| Vitto | primo g. pranzo al sacco, cena in agrit. a Sagrado, secondo g. pranzo in agrit. a Sales e cena sempre in agrit. a Sagrado, terzo g. pranzo in agrit. a Gropada, cena: fine del trekking, qundi da decidere sul momento a propria scelta |
| Attrezzatura | coperte da viaggio se possibile set di mascalcia da viaggio obbligatorio: set di ferri da "rimessa" o scarpette attrezzatura per riparazioni varie coltello set prontosoccorso x cavalli e cavallieri torcia elettrica set pulizia cavallo brandine+sacco a pelo per chi sceglie di pernotare "in libertà" lunghina+capezza o testiera-capezza pettorina (consigliata) sacche da viaggio calzature addatte anche a camminare, preferibilmente pedule leggere+ghette secchio pieghevole (almeno 1 ogni 2-3 cavalli) |
| Supporto | Fuoristrada per il trasporto degli effetti personali e mangime. In caso di necessità è a disposizione un van da 2 o 7 posti. |
| Costi | Iscrizione ... Scuderizzazione .... per pernottamento (2 pernottamenti quindi) Alloggio in albergo camera+1colazione a persona da ... a .... Cena in agriturismo ... |