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Le
foto si riferiscono solo a un caso tipo, adattato al momento. Periodo
estivo, in zone non montane, trekking giornaliero. Tralascio per ora
il contenuto del "bagaglio" ma indico solo il modo in cui
vene fissato alla sella.
Nel fissare l'occorrente
assicurarsi che questo stia sopra la sella o al sottosella toccando
meno possibile il cavallo evitando tutto ciò che potrebbe infastidirlo
(nelle foto i riscontri e laccetti vari eccedenti andrebbero fissati
in modo da non sventolare sulla groppa e sui fianchi)
Nel
caso illustrato, le bisacce hanno dei laccetti a fibbietta rapida
esterni ove abbiamo fissato un poncho e un plaid unicamente per la
sosta panzo o in casi eccezionali per coprire il cavallo
 Il
fissaggio delle bisacce è qui effettuato tramite dei laccetti
aggiuntivi antreriori a quelli classici in modo da tenerle più
avanti possibile verso il seggio. I laccetti classici vengono lasciati
liberi per fissare l'eventuale coperta o altri indumenti. A priori,
sulla sella ho installato laccetti ove era possibile.
In
basso, le bisacce sono fissate in modo da "tenderle" verso
il basso e verso avanti, questo minimizza lo sballonzolamento laterale
e avanti-indietro delle stesse. Nell'esempio è stato usato
laccio (economico ma robusto spago per tapparelle) ma puo essere usata
della cinghia in pelle con fibbietta o moschettone per alacciare all'anello
sul sottopancia. Per usare questo sistema nel mio caso ho dovuto modificare
le bisacce per creare un ancoraggio in basso davanti: delle borchie
forate "fai da te" acquistabili in merceria o negozi di
bricolage
Sul
davanti, ho fissato le parti più pesanti della mascalcia. A
destra l'attrezzo universale riposto nel suo astuccio modificato (si
può tenerlo anche sulla cintura dei pantaloni ma risulta pesante
e d'impaccio). Essendo pesante è soggetto a sballonzolamenti
che tenderebbero a danneggiare sella, astuccio e fissaggio quindi
deve essere legato ben compatto con due "tiranti" tra pomolo
e sulla sella al anello per il sottopancia
Sul
altro lato, trova posto, davanti una coppia di ferri (1 anteriore
e 1 posteriore) riposti in un apposito autocostruito astuccio di robusto
cuoio. Un secchio pieghevole (piuttosto che quei rotondi, cercate
nei negozi di alpinismo chiedendo un "catino" di una nota
marca di attrezzatura alpinistica, da campeggio e escursionismo. rettangolare,
con diue manici tiene 10 litri di acqua, ripiegato sta anche in una
tasca laterale dei pantaloni al contrario di quelli rotondi che risultano
scomodissimi da riporre. Sul secchio, tenete sempre legato ai mantici
uno spago (3-4 mm di diametro e 5 m lungo) che servirà per
tirare l'acqua su da pozzi o torrenti inaccessibili.
Davanti, a portata di mano, anche uno di quei seghetti a serramanico,
lunghezza della lama 1-20 cm. Li trovate nelle agrarie o negozi di
utensileria. Sono leggeri, usabili con una mano anche da sella (cavallo
permettendo) e usabili anche per abbattere a colpi rovi e spini.
Per l'astuccio dei ferri vale lo stesso discorso che per l'attrezzo
da mascalcia, dev'essere fisso e compatto con la sella, senza laschi.
Anche qui si addotta la tecnica del doppio fissaggio: verso l'alto,
al pomolo con una cinghia e fibbia, verso il basso e avanti, con dei
laccetti di robusto cuoio o spago, legando all'anello per il sottoacia,
lasciando dietro all'angolo anteriore della gonna della sella e di
nuovo sul davati passando per l'annello per la pettorina. Così
l'astuccio è tenuto verso il basso ma anche verso l'avanti
per non sbattere sul ginocchio del cavaliere.

I
classici lacceti dietro la paletta: invece di infilare i laccetti
sotto le rosette, meglio installare le apposite campanelline e su
queste fissare i laccetti. Piuttosto lunghi, anche 1m, danto poi l'ccedenza
si passa e ripassa nele campanelle da una parte all'altra e si lascia
fuori solo la lunghezza che serve.
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